Google Ads: Nuova Policy sulla Conservazione dei Dati dei Report dal 1° Giugno 2026
Hai ricevuto anche tu un’email da Google Ads con oggetto “Nuova policy sulla conservazione dei dati”? Se gestisci campagne pubblicitarie, è fondamentale capire cosa cambia e — soprattutto — cosa devi fare prima del 1° giugno 2026 per non perdere dati preziosi.
In questo articolo analizzo nel dettaglio la comunicazione ufficiale di Google, spiego le implicazioni pratiche per chi lavora con Google Ads ogni giorno e ti fornisco una checklist operativa per mettere al sicuro i tuoi dati storici.
Cosa cambia nella conservazione dei dati di Google Ads
Google ha annunciato una modifica importante alla durata di conservazione dei dati nei report di rendimento. A partire dal 1° giugno 2026, la disponibilità dei dati cambierà in base al livello di granularità:
- Dati granulari (orari, giornalieri, settimanali): saranno disponibili per gli ultimi 37 mesi (circa 3 anni).
- Dati di alto livello (mensili, trimestrali, annuali): resteranno accessibili fino a 11 anni, in linea con la policy attuale.
In pratica, se oggi puoi consultare i dati giornalieri di una campagna lanciata 5 anni fa, dopo il 1° giugno non potrai più farlo. I dati granulari più vecchi di 37 mesi verranno rimossi dalla piattaforma e non saranno più recuperabili.
Perché Google limita i dati granulari a 37 mesi
Google non ha fornito motivazioni dettagliate nella comunicazione ufficiale, ma possiamo ragionevolmente ipotizzare che la decisione sia legata a diversi fattori. Innanzitutto, la riduzione dei costi di archiviazione: mantenere dati orari e giornalieri per milioni di account su scale temporali molto lunghe comporta un impegno significativo in termini di infrastruttura.
C’è poi un tema di coerenza con le normative sulla privacy: in un contesto in cui il GDPR e altre regolamentazioni spingono verso la minimizzazione dei dati, ridurre la finestra di conservazione granulare è in linea con questo principio.
Infine, dal punto di vista operativo, i dati giornalieri di 4 o 5 anni fa hanno un’utilità pratica limitata per l’ottimizzazione delle campagne: le strategie di bidding, i formati degli annunci e il panorama competitivo cambiano troppo rapidamente perché quei dati siano ancora azionabili.
Quali dati perderai (e quali restano)
Per capire l’impatto reale, è utile fare una distinzione chiara tra ciò che cambia e ciò che resta invariato.
Dati che verranno limitati a 37 mesi
- Report con segmentazione per ora del giorno
- Report con segmentazione per giorno
- Report con segmentazione per settimana
- Dati di rendimento a livello di keyword, annuncio, gruppo di annunci e campagna con queste granularità temporali
Dati che restano disponibili fino a 11 anni
- Report con segmentazione mensile
- Report con segmentazione trimestrale
- Report con segmentazione annuale
- Metriche aggregate di alto livello
Quindi, se ti serve sapere quanto hai speso a gennaio 2020 a livello di campagna, potrai ancora consultare quel dato. Ma se vuoi sapere quanto hai speso il 15 gennaio 2020 specificamente, quel dato non sarà più disponibile dopo il 1° giugno.
Chi è più impattato da questo cambiamento
Non tutti gli inserzionisti saranno colpiti allo stesso modo. Ecco chi dovrebbe prestare particolare attenzione:
- Aziende con stagionalità marcata: chi opera in settori come il turismo, l’e-commerce natalizio o il B2B con cicli di vendita lunghi, spesso confronta i dati giornalieri anno su anno per pianificare le campagne. Perdere quei dati significa perdere benchmark preziosi.
- Agenzie e consulenti: chi gestisce account per conto di clienti e produce report storici dettagliati per giustificare le performance nel tempo.
- Aziende con analisi avanzate: chi utilizza i dati granulari di Google Ads per alimentare modelli di attribuzione personalizzati, dashboard di business intelligence o analisi predittive.
- Account con storico lungo: chi ha campagne attive da 4+ anni e si affida ai dati storici per identificare trend a lungo termine.
5 azioni da fare prima del 1° giugno 2026
Anche se Google dice che “non è richiesta alcuna azione”, in realtà c’è eccome. Se i dati storici granulari hanno valore per il tuo business, devi muoverti adesso. Ecco cosa fare:
1. Esporta i dati storici granulari
Vai nella sezione Report di Google Ads e scarica i dati giornalieri delle tue campagne principali. Concentrati sui report che segmenti per giorno, includendo metriche chiave come impressioni, clic, costo, conversioni e valore di conversione. Salva tutto in formato CSV o collegalo a un foglio Google Sheets.
2. Configura un backup automatico con Google Ads Scripts
Se non vuoi fare export manuali, puoi creare uno script Google Ads che esporta automaticamente i dati giornalieri su un foglio Google Sheets. In questo modo avrai un backup continuo e aggiornato, indipendentemente dalle policy di conservazione di Google.
3. Collega Google Ads a BigQuery
Per chi ha volumi importanti, la soluzione migliore è il Google Ads Data Transfer verso BigQuery. Questa integrazione esporta automaticamente i dati granulari nel tuo data warehouse, dove puoi conservarli senza limiti di tempo. È la soluzione più robusta e scalabile.
4. Verifica i tuoi report personalizzati
Controlla se hai report personalizzati o dashboard (ad esempio in Looker Studio) che attingono a dati granulari di periodi superiori a 37 mesi. Se sì, quei report smetteranno di funzionare correttamente dopo il 1° giugno. Aggiornali ora per utilizzare aggregazioni mensili o alimentali da una fonte di backup.
5. Documenta le performance storiche
Crea un report di riepilogo con le metriche chiave degli ultimi anni a livello giornaliero. Anche se non userai quei dati quotidianamente, averli archiviati ti permetterà di fare confronti anno su anno quando ne avrai bisogno.
Come si collega questo ad altri aggiornamenti di Google Ads
Questo cambiamento arriva in un periodo ricco di aggiornamenti per la piattaforma. Dal 1° giugno 2026 entra in vigore anche il nuovo sistema di Budget Pacing, che modifica il ritmo di spesa per le campagne con pianificazione degli annunci. E dal 15 giugno 2026, il controllo dei dati pubblicitari passerà interamente alla Consent Mode v2, con il ritiro di Google Signals come meccanismo di raccolta dati in GA4.
Il messaggio di fondo è chiaro: Google sta progressivamente riducendo la quantità di dati storici granulari direttamente accessibili nella piattaforma, spingendo gli inserzionisti verso soluzioni di archiviazione esterne e una maggiore responsabilità nella gestione dei propri dati.
Se hai bisogno di una guida approfondita su come monitorare correttamente le conversioni nel nuovo panorama, ti consiglio di leggere anche il mio articolo sulle Conversioni Google Ads.
La mia opinione da consulente
Come consulente Google Ads, la mia raccomandazione è semplice: non aspettare. Anche se oggi non senti il bisogno di consultare dati di 3 anni fa, potresti averne bisogno domani. Un cambio di strategia, l’ingresso di un nuovo competitor, una crisi di mercato — sono tutti scenari in cui avere uno storico dettagliato fa la differenza tra una decisione informata e un salto nel buio.
Il costo di esportare e archiviare questi dati oggi è praticamente zero. Il costo di non averli quando servono può essere molto alto.
Hai bisogno di aiuto per mettere al sicuro i dati storici del tuo account Google Ads?
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Ti aiuterò a proteggere il tuo storico e a costruire un’infrastruttura dati solida per le tue campagne pubblicitarie.
Stefano Diversi
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