Come ridurre velocemente la spesa in Google Ads

Per ridurre la spesa in fretta, aggiungi parole chiave negative e blocca le query che non convertono. Sono i clic che bruciano budget senza portare risultati: intervieni sul report dei termini di ricerca, taglia le ricerche inutili e sposta subito quei soldi sulle query che generano conversioni.

Parti dal report dei termini di ricerca

Il punto di partenza è sempre lo stesso: apri il report dei termini di ricerca dal menu della campagna, nella sezione Insight e report. Imposta un intervallo di almeno 30 giorni e ordina le ricerche per costo decrescente. In pochi secondi vedi dove stanno finendo davvero i tuoi soldi, che spesso non coincide con le parole chiave che hai scelto.

Blocca le query con spesa alta e zero conversioni

Individua le ricerche che hanno speso senza portare nemmeno una conversione e aggiungile come parole chiave negative, partendo da quelle con la spesa più alta: sono le voci che liberano budget immediatamente. Puoi inserirle a livello di campagna o, meglio, in una lista di negative condivisa che riutilizzi su più campagne, così non rifai il lavoro ogni volta.

Un esempio concreto

Su un account con circa 3.000 € di spesa mensile mi è capitato spesso di trovare il 15-20% del budget assorbito da una manciata di query informative — cose come “come fare”, “gratis”, “fai da te” — che portavano clic ma nessun contatto. Aggiungendo venti negative mirate, la spesa si è spostata sulle ricerche commerciali nel giro di pochi giorni, senza toccare offerte né budget: stesso investimento, più conversioni.

Controlla il risultato dopo qualche giorno

Dopo tre o quattro giorni riapri il report e verifica che la spesa si sia effettivamente spostata sulle query che convertono. Se una campagna era limitata dal budget, ora respira; se il CPA era alto, dovrebbe iniziare a scendere. È un intervento che dà risultati in giorni, non in settimane, ed è il primo che faccio da consulente per la gestione campagne Google Ads quando un account spende troppo senza rendere.

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Sono Stefano Diversi e questo articolo fa parte della mia guida alla gestione campagne Google Ads.

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