Come tenere sotto controllo Performance Max

Performance Max si tiene sotto controllo lavorando su input ed esclusioni. Non ha le leve classiche della Search: la guidi attraverso ciò che le dai in ingresso — feed, asset, segnali, esclusioni — invece di subire l’automazione aspettando controlli sulle keyword che non esistono.

Cura feed e asset

Tieni il feed aggiornato e completo e cura gli asset di ogni gruppo: testi, immagini, video, loghi. Sono la materia prima con cui PMax costruisce gli annunci su tutti i canali. Asset deboli o incompleti limitano la campagna a prescindere da quanto budget le dai.

Aggiungi segnali e imposta le esclusioni

Fornisci segnali di pubblico per orientare l’apprendimento e imposta le esclusioni utili, a partire dal brand se non vuoi che intercetti le ricerche di marca. I segnali indirizzano il sistema verso le persone giuste, le esclusioni gli impediscono di andare dove non deve: sono le due leve di controllo più concrete che hai.

Leggi insight e gruppi di asset

Usa i report sui gruppi di asset e la sezione insight per capire dove la campagna spende e cosa converte. È da qui che intervieni quando i risultati sballano: correggi gli input, non aspettarti di poter mettere in pausa una singola query. Chi cerca nelle PMax i controlli della Search resta paralizzato.

Governare l’automazione, non subirla

Tenere in equilibrio una Performance Max significa spostare il lavoro a monte, sugli input, dove hai davvero potere. È il cambio di mentalità che applico nel mio consulente per la gestione campagne Google Ads ogni volta che un cliente sente di aver perso il controllo di una PMax: il controllo c’è, ma sta in un posto diverso da quello a cui era abituato.

Escludi il brand dalla PMax

Se hai una campagna Search dedicata al brand, chiedi l’esclusione delle parole chiave di marca sulla Performance Max, oggi disponibile a livello di campagna. Altrimenti PMax tende a intercettare le ricerche di marca e a prendersi conversioni che avresti avuto comunque, gonfiando i suoi numeri a scapito della tua lettura reale. Escludere il brand tiene ogni campagna sul suo terreno e ti evita di pagare due volte lo stesso utente.

Vuoi affidare a un professionista la gestione delle tue campagne Google Ads?

Sono Stefano Diversi e questo articolo fa parte della mia guida alla gestione campagne Google Ads.

Se preferisci non gestire tutto da solo, mi occupo come consulente di gestione campagne Google Ads per aziende e professionisti ogni giorno: struttura degli account, offerte, budget e ottimizzazione continua.

Scopri come funziona il servizio di gestione campagne Google Ads e cosa include.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *